Musica
Sanremo 2026 è finito: il recap della settimana più seguita d’Italia
Cinque serate, trenta artisti in gara, un Ariston che ha alternato applausi, qualche mormorio e standing ovation. Sanremo 2026 si è chiuso così, con un verdetto in bilico fino all’ultimo e una settimana che, ancora una volta, ha trasformato la musica in conversazione nazionale. D’altronde si sa, Sanremo è un rito collettivo, un feed infinito, un dibattito che entra nei bar e nei gruppi WhatsApp.
A trionfare è stato Sal Da Vinci con “Per sempre sì”, in un’edizione affollata e stratificata, costruita nei minimi dettagli fin dalla prima puntata. Tra superfinale al fotofinish, cover che hanno spostato gli equilibri e tormentoni lessicali nati quasi per caso, ecco cosa è successo sul palco dell’Ariston.
La classifica finale di Sanremo 2026
Partiamo dai risultati. Dopo la superfinale a tre, che ha azzerato i punteggi precedenti coinvolgendo televoto, sala stampa e giuria delle radio, il risultato complessivo ha premiato Sal Da Vinci con Sayf subito dietro.
La top 10:
- Sal Da Vinci con “Per sempre sì”
- Sayf con “Tu mi piaci tanto”
- Ditonellapiaga con “Che fastidio!”
- Arisa
- Fedez & Masini
- nayt
- Fulminacci
- Ermal Meta
- Serena Brancale
- Tommaso Paradiso
Subito fuori dalla top ten LDA & Aka 7even (11), Luchè (12), Bambole di Pezza (13) e Levante (14).
I premi speciali:
Cosa è successo nella serata cover
Se c’è stata una serata capace di ridisegnare gli equilibri, è stata la quarta. Le cover non sono mai un semplice esercizio di stile, sono un banco di prova. E nel 2026 in particolar modo.
A vincere è stata Ditonellapiaga con TonyPitony, grazie a una versione brillante e teatrale di “The Lady Is a Tramp”. Un’esibizione che ha consolidato la percezione di artista più “cool” dell’edizione, capace di stare perfettamente dentro il gioco sanremese.
Subito dietro:
- Sayf con Alex Britti e Mario Biondi con “Hit the Road Jack”
- Arisa con il Coro del Teatro Regio di Parma con “Quello che le donne non dicono”
E la cover più condivisa sui social? Probabilmente “Vita” di Dalla-Morandi, riletta da Tredici Pietro insieme a Gianni Morandi (con Galeffi e Fudasca). L’ingresso a sorpresa di Morandi, visibilmente emozionato, ha reso il duetto uno dei picchi emotivi dell’intera settimana.
Il caso “festini bilaterali” di Elettra Lamborghini
Sanremo è anche meme. E il 2026 ce ne ha regalato uno destinato a rimanere negli annali: gli ormai famosissimi “festini bilaterali”.
La frase, pronunciata da Elettra Lamborghini per descrivere i party rumorosi notturni attorno agli hotel, è diventata in poche ore un tormentone, un’etichetta ironica per raccontare il lato notturno del Festival. In un’edizione tutto sommato ordinata, è bastata una parola fuori asse per accendere l’immaginazione collettiva.
Morale? A Sanremo a volte a restare impresse non sono soltanto le canzoni.
Un Festival a 30 voci: la regia di Carlo Conti
Con trenta Big in gara, la gestione del ritmo era la vera sfida. Carlo Conti ha scelto l’equilibrio tra pop nazional-popolare, urban e cantautorato, costruzione delle serate come fossero playlist coerenti. Il risultato è stato un Festival compatto, con meno scossoni rispetto ad altre edizioni, ma con una forte attenzione alla varietà.
Il confronto tra generazioni, dai nomi storici ai profili più giovani, è stato uno dei fili rossi dell’intera settimana. E proprio nel finale, in diretta, è arrivato anche il primo sguardo al futuro.
Sanremo 2027: Stefano De Martino raccoglie il testimone
L’annuncio è arrivato durante la finale: Stefano De Martino sarà il conduttore e direttore artistico di Sanremo 2027. Un passaggio di consegne formalizzato sul palco, davanti al pubblico dell’Ariston.
Volto centrale di Rai 1, reduce dai numeri importanti di Affari Tuoi e da una carriera che lo ha visto muoversi tra varietà, intrattenimento e talk, De Martino rappresenta la scelta di un Festival probabilmente più giocato sull’ironia, sul ritmo da showman e su una maggiore integrazione con il linguaggio pop e social.
Cosa cambierà? È presto per dirlo. Ma la doppia veste, conduzione e direzione artistica, lascia immaginare un’impronta personale, sia sul cast sia sull’impianto generale.