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eSports: il fenomeno dei videogiochi in costante crescita

Qualche anno fa avresti mai pensato che i videogiochi sugli sport virtuali avrebbero riscosso un successo paragonabile agli sport tradizionali? Gli eSports rappresentano ormai una realtà!

Con il termine eSports, o electronic sports, si intendono tutte le competizioni di videogiochi di livello professionistico, giocate quindi su piattaforme virtuali. Attorno a questo universo, che nasce con carattere ludico, negli ultimi anni si è consolidata una vera e propria industria, la cui crescita non conosce battute d’arresto.

In un periodo di incertezza e di emergenza sanitaria dovuta al Covid-19, anche lo sport, come qualsiasi altro settore, ha dovuto fronteggiare una situazione inedita: mai come in questo momento lo sport tradizionale si è avvicinato al digitale, colmando i vuoti lasciati dagli eventi dal vivo annullati, riprogrammati o la cui forma è mutata privandosi del pubblico, con iniziative virtuali che rappresentano nuove modalità d’intrattenimento.

Ormai in tutto il mondo gli eSports si stanno affermando come una reale alternativa agli sport fisici, indirizzando nuove possibilità di mercato e vantando un giro d’affari globale di oltre un miliardo di dollari. Non a caso grandi multinazionali tra cui Red Bull, Adidas e Amazon, con la piattaforma di livestreaming Twitch, hanno investito ingenti somme di denaro; inoltre, le più grandi competizioni sportive hanno aperto una loro divisione virtuale: dall’NBA, alla Moto Gp e alla Formula Uno, fino alla creazioni di campionati nazionali giocati sui titoli più importanti del panorama calcistico virtuale come Fifa e Pes. Per non parlare dei titoli più giocati al mondo che hanno concquistato l’attenzione di milioni di player in tutto il globo e che mettono in palio importanti montepremi nelle competizioni professionistiche:

  • Dota 2
  • League of Legends
  • Fortnite
  • PlayerUnknown’s Battlegrounds o PUBG
  • Call of Duty
  • Counter Strike: Global Offensive

Pensi che il settore degli eSports si fermi a competizioni su videogiochi per adolescenti? Sei sulla strada sbagliata, in quanto in realtà rappresentano una concreta possibilità di guadagno per chi intende diventare un pro player e per chi ha intenzione di investire nel suo futuro sviluppo; oltretutto, è una nuova forma di socialità ed un polo attrattivo che permette di promuovere messaggi e brand in tutto il mondo: emblematico a tale proposito il recente concerto del rapper americano Travis Scott che lo scorso 24 aprile ha dato appuntamento ai propri fan sul videogioco Fortnite. Si avete capito bene, si tratta del primo concerto di un avatar virtuale, esclusivamente online nella piattaforma ospitante. Astronomical è il nome dell’evento a cui hanno partecipato ben 12,7 milioni di utenti, saliti poi a 27,7 con le repliche dei giorni seguenti.

Eventi come questo sono esempi tangibili delle ampie potenzialità e della facilità di fruizione della realtà degli eSports. Il settore continua a crescere, diventando fondamentale per coinvolgere e raggiungere la Generazione Z e i Millennial, ma non solo.

A che punto sono gli eSports in Italia?

Nei mesi di lockdown dovuto al Covid-19 l’interesse per questo tipo di sport è sicuramente cresciuto e ha catturato l’interesse di varie fasce della popolazione. Oggi nel nostro Paese oltre un milione di persone costituiscono la platea degli eSports.

Molte le iniziative che ci hanno fatto compagnia nella prima metà di questo 2020: da Gran Premi di Formula 1 e MotoGp, partite di calcio su Fifa e Pes che hanno visto protagonisti anche veri e propri sportivi professionisti, da Leclerc e Valentino Rossi, a Immobile e Dybala.

Questo è uno degli elementi chiave del successo degli eSports: gli utenti hanno la possibilità di creare una community globale che permetta loro di interfacciarsi con gente da tutto il mondo con i propri interessi e poter anche chattare e sfidare i propri idoli dello sport.

Oltretutto, questo periodo è florido anche per i successi nostrani: lo scorso maggio la eNazionale italiana ha vinto i primi Europei virtuali disputati su Pes 2020, la prima edizione della competizione europea di calcio virtuale.

Nel mercato italiano ci sono però anche delle criticità. Se in altri Paesi gli eSports rappresentano un’industria moderna e in continua espansione, in Italia si attende ancora un’organizzazione ben definita, non frammentata e un’apertura senza retrosie a un futuro più variegato dal punto di vista delle opportunità sportive.

L’Italia è in ritardo rispetto ad altri competitor, basti pensare alle leghe nazionali di calcio virtuale come la Ligue 1 francese nata nel 2016 o la Liga spagnola, Bundesliga e Premier League nate poco dopo. La eSerie A, invece, aveva aperto le iscrizioni per la sua prima stagione lo scorso febbraio, con l’adesione di molte squadre della Serie A, ma a causa del Covid-19 si è preferito rinviare la competizione probabilmente al prossimo anno. In ogni caso molte squadre di serie A e B, come Juventus, Milan, Inter, Roma, Sampdoria solo per citarne alcune, hanno già creato un team di gamer professionisti che rappresentino la società nei vari tornei nazionali ed internazionali.

eSERIE A TIM

Inoltre, in Italia non esiste ancora una Federazione ufficiale riconosciuta dal Coni e questo costituisce uno dei primi passa da affrontare per sancire un’apertura sostanziale a questo settore.

Certo è che per raggiungere una solidità economica e una linearità di intenti c’è ancora strada da percorrere. Ma in Italia ci sono grandi margini di crescita per questo settore, come dimostra l’interesse da parte del pubblico registrato già nel 2019 dal secondo “Rapporto sugli esports in Italia”, presentato a Milano dall’associazione di categoria, Aesvi e Nielsen: gli eSports sono seguiti da 350 mila persone almeno una volta al giorno e da ben un milione e 200 mila se si considera chi ne fruisce più di una volta alla settimana.

In attesa di eventi sempre più prestigiosi, una regolamentazione adeguata e un interesse ancora crescente, le basi per creare un florido futuro per lo sport virtuale ad alto livello ci sono tutte!